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07/02/2026
Sono seduta dove ci siamo dati il nostro primo bacio, nel nostro luogo speciale… il nostro muretto.
“anche se forte l’amore non basta”
Quanto hai fatto male, cicciolo.
Mi hai fatto ricredere per un istante nell’idillio, in un amore limpido, felice e sereno, quasi bucolico.
E io, da ingenua desiderosa d’amore, ho scelto di crederti.
Cazzo se ci ho sperato.
Cazzo se ho creduto che fosse reale.
Cazzo se ho immaginato un domani con te.
Invece, con te, ho conosciuto il delirio, la dipendenza e la frenesia, un amore impetuoso e sconsiderato.
Un amore di sabbia che alla prima onda viene abbattuto, senza lasciarne traccia.
Lo sai bene, ho fatto una fatica immensa a fidarmi, ho passato ore a piangere tra le tue braccia per il terrore di perderti da un attimo all’altro.
Avevo paura che quelle ferite sanguinassero di nuovo.
Ma tu, fin dall’inizio, mi ripetevi che era impossibile, che eri diverso, che avresti saputo amarmi come meritavo.
Il tuo modo unico di scavarmi dentro mi ha fatta sentire rara, unica, speciale.
E ora che te ne sei andato, non riesco più a scorgere nulla di buono in me.
Sapere che tu sei andato avanti, che stai così bene senza di me, e vederti felice con gli altri, mi divora da dentro.
Lo so, sono egoista.
Però è come se una lama di vetro mi scalfisse il cuore ogni volta che incontro i tuoi occhioni verdi.
È come se una forza mi schiacciasse il torace ogni volta che compare quel tuo sorriso egocentrico.
È come se il fuoco mi scottasse ogni volta che sento la tua risata da bambino.
Tu sei stato il primo, dopo mesi vissuti all’inferno, a farmi intravedere uno spiraglio di luce cristallina.
Com’è possibile dimenticarmi e guarire così in fretta?
Davvero valgo così poco?
Come una sveltina consumata in una notte?
G******, ti sei aperto con me, hai pianto stretto a me per la paura di soffrire ancora, hai perso la verginità con me.
Eppure, sei riuscito ad abbandonarmi anche tu.
Da un giorno all’altro.
E per quale ragione?
Per migliorarti? Per concentrarti su te stesso? Stronzate.
Ero io a tirare fuori il meglio di te, come tu facevi con me.
Sono stata ferita così troppe volte in passato che avevo paura persino di sentire le farfalle agitarsi alla tua visione, di sentire la comparsa di quel nodo in gola.
Avrei dovuto soffocare le mie emozioni, spezzare le ali di quelle farfalle e ingoiare il macigno che pungeva quando deglutivo.
Non avrei mai dovuto lasciarti insinuare nella mia mente.
E invece l’ho fatto.
E per quale motivo?
Per dimostrarmi che posso essere anche io amata?
Per paura dei rimpianti?
Per scegliere di fidarmi ancora sperando fosse la volta giusta?
Non lo so.
Forse speravo davvero che stavolta fosse diverso.
Ora ho solo il terrore di innamorarmi di nuovo.
Non voglio più soffrire.
Non voglio più sentirmi morire.
Non voglio più farmi vedere così da chi mi vuole bene.
Non voglio più sentire il vuoto quando guardo le stelle.
Non voglio più avere gli occhi spenti, grigi, senza quel luccichio che mi caratterizza…
Mi sono sentita così protetta da parlarti di mio padre e del mio rapporto malato con il cibo.
E sì, me ne pento ogni giorno, di essere stata così illusa da credere nell’amore.
L’amore vero non esiste, l’amore vero non è fatto per me.
Quanto fa male, però, detestare un sentimento tanto puro quanto spaventoso, solo perché ti ha ucciso in passato.
È troppo chiedere di essere amata?
È troppo chiedere che qualcuno trovi un modo per restare?
Sul serio, è davvero così difficile starmi accanto?
Eppure, come in ogni relazione orribile che ho vissuto, anche da questa ho imparato una lezione da portarmi dentro.
"Un modo esiste, solo che non tutti hanno il coraggio di cercarlo".
E chi non ha il coraggio, cara mia, non ti merita, non merita di farti annegare nei tuoi occhi colmi di lacrime, non merita di toglierti il respiro mentre cerchi solo di restare a galla.
Ma nonostante tutto il dolore che mi hai fatto provare, non riesco a odiarti, non riesco a smettere di preoccuparmi per tua nonna F*****, non riesco a non chiederti della tua gamba, non riesco a non portarti le mentine e le caramelle quando sei a pezzi.
Non riesco a non scriverti bigliettini per dirti che ci sono e che ci sarò sempre… insieme contro il mondo, o almeno così mi avevi fatto credere.
Mi hai illuso, data per scontata, lasciata indietro per paura di combattere per me, ma non riesco a convincermi che questo sia davvero tu.
Non riesco più a riconoscerti.
E se il ragazzo che ho conosciuto non fosse mai esistito?
Non lo voglio pensare, no.
So che quella che ti sei messo addosso è solo una maschera per proteggerti dal giudizio degli altri.
So che i muri che ti sei costruito attorno con tanta premura possono essere abbattuti.
Ne sono sicura.
O forse è solo l’ultima cosa a cui mi aggrappo per non crollare nel baratro dei miei pensieri.
Io ti conosco, non sei così, G*******.
E alla fine avevo ragione, nessun momento vive per sempre, ma i ricordi sì... e a me restano addosso come lividi che non sbiadiscono.
“anche se forte l’amore non basta”